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In un capannone industriale di periferia, due cadaveri sono riversi a terra, nel sangue, illuminati dai lampeggianti della polizia. Il commissario Cagliostro osserva la scena: ne ha viste tante di situazioni del genere in dieci anni di servizio ma questo caso è diverso da tutti gli altri.
Perché questo è il suo stesso omicidio e uno dei due morti è proprio lui.

Mentre faceva irruzione nel covo di un criminale, qualcuno gli ha sparato alle spalle e lo ha ucciso. Una porta rossa è apparsa dal nulla per permettergli di andarsene via dal mondo, ma quello che Cagliostro vede sulla soglia lo blocca. Sono immagini, per quanto confuse, che appartengono al futuro: sua moglie Anna sul punto di essere uccisa da una persona il cui volto è nascosto, ma che Cagliostro intuisce essere il suo stesso assassino. Cagliostro resiste, non oltrepassa la porta, non può e non vuole andarsene dal mondo lasciando Anna in pericolo, deve indagare sulla propria morte, trovare il suo assassino e – in questo modo – evitare che anche Anna venga uccisa.

Cagliostro sa che chi lo ha ucciso è qualcuno di molto vicino a lui.
Grazie alla sua nuova condizione, che pur fatica a comprendere e a gestire, può osservare la vita delle persone in modo diverso e capire cose che gli erano inaccessibili da vivo. Scopre pensieri, emozioni e segreti dei suoi amici e colleghi, che passo dopo passo lo avvicinano alla verità.
Anna, sua moglie, è la persona che lo sorprende di più. Da alcuni mesi i due erano separati, ma la loro storia in realtà non era veramente finita e ora continua – in un modo molto diverso – tra delusioni, rivelazioni e atti d’amore fuori tempo massimo.

Cagliostro è morto e, come tale, non può agire materialmente. Questa condizione d’impotenza rischia di gettarlo nella disperazione, finché non scopre che un collegamento col mondo dei vivi è possibile: c’è una ragazza che può vederlo e sentirlo. È Vanessa, una diciassettenne che – proprio a causa sua – scopre di essere una medium.

L’incontro con Cagliostro sconvolge la vita di Vanessa, svelando dolorose bugie sul passato della sua famiglia, ma le regala anche un rapporto molto intenso con un uomo che – con tutti i limiti del caso – finisce per diventare il padre che non ha mai avuto. A sua volta, Vanessa diventa per Cagliostro lo strumento per salvare Anna. Insieme creano una particolare ed inedita coppia d’investigatori.

Il percorso che Cagliostro compie va però al di là della semplice detection.
È l’occasione per riconoscere gli amici e smascherare i nemici, ma anche per confrontarsi con i rimpianti e gli errori della sua vita. Quello che il commissario deve riuscire davvero a fare è elaborare il proprio lutto, lasciarsi il passato alle spalle e andare oltre quella porta rossa, qualsiasi cosa ci sia al di là.

Alla base della serie La Porta Rossa c’è la volontà di combinare un’investigazione classica a un elemento sovrannaturale: ecco così l’idea di un commissario morto che indaga sul suo stesso omicidio, che rinuncia ad andarsene dal mondo e continua a indagare per salvare sua moglie Anna.

In questo modo, l’elemento sovrannaturale non solo non indebolisce l’impianto del whodunit, ma il tema della vita dopo la morte può emergere in tutta la sua potenza metaforica.

Ne La Porta Rossa  è “fantasma” tutto ciò che sta nel passato e che non riusciamo a dimenticare. Sono “fantasmi” anche gli errori commessi, quelli con i quali non abbiamo fatto pace e quelli che invece avremmo preferito commettere. “Fantasmi” sono anche le persone che ci vivono accanto, ma di cui non abbiamo altro che un’immagine fugace e superficiale, quella che decidono di mostrarci o l’unica che siamo interessati a vedere.

Ne La Porta Rossa la morte non è raccontata come un momento di chiusura, ma come un’occasione di riflessione e di trasformazione: questo aspetto è incarnato soprattutto nel personaggio di Anna, che fa del lutto un’occasione di crescita, e in quello di Vanessa, che scopre la sua vera identità proprio nel confronto con la morte.

Anna Mayer:                         GABRIELLA PESSION
Leonardo Cagliostro:            LINO GUANCIALE
Vanessa Rosic:                     VALENTINA ROMANI
Stefano Rambelli:                 ANTONIO GERARDI
Diego Paoletti:                      GAETANO BRUNO
Valerio Lorenzi:                     FAUSTO SCIARAPPA
Stella Mariani:                       ELENA RADONICICH
Antonio Piras:                       ETTORE BASSI
Eleonora Pavesi:                  CECILIA DAZZI
Stefania Pavesi:                   ALESSIA BARELA
Filip:                                      PIERPAOLO SPOLLON
Raffaele Gherardi:                RANIERO MONACO DI LAPIO
Elvio Mayer:                          TOMMASO RAGNO
Jonas:                                   ANDREA BOSCA

Soggetti e Sceneggiature
Carlo Lucarelli
Giampiero Rigosi
Sofia Assirelli Michele Cogo

Aiuto regista
Cristina Corna

Casting 
Barbara Giordani, Antonella Perrucci

Trucco
Paola Cristofaroni

Parrucchiere
Luca Pompozzi

Suono in presa diretta 
Antongiorgio Sabia, Marco De Carolis

Operatori
Marco Buzzetti, Andrea Legnani, Pierluigi Presutti

Direttori di Produzione
Stefano Dioguardi, Cristian Schiozzi

Coordinatore post-produzione
Fabio Volpentesta

Assistenti al montaggio
Silvia De Rose, Simone Bonanni

Costumi
Antonella Cannarozzi

Scenografia
Nino Formica

Arredamento
Livia Del Priore

Organizzatore generale
Stefania Balduini

Montaggio
Lorenzo Fanfani

Musiche
Stefano Lentini  (Edizioni musicali RaiCom)

Fotografia
Alessandro Pesci, Roberto Cimatti

Produttori Rai
Anouk Andaloro, Luigi Mariniello, Michele Zatta

Prodotto da
Tommaso Dazzi
Maurizio Tini

Regia
Carmine Elia

Nazionalità:  Italia

Anno di produzione: 2016

Numero episodi: 12×50’

Le riprese sono state effettuate a Trieste

   Crediti non contrattuali

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