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E’ tornato l’Ispettore Coliandro, e la serie è arrivata alla sua quinta stagione.

Sono passati alcuni anni dall’ultima volta, per questo la quinta stagione porta nel titolo la specifica “il ritorno”.

Ci sono tanti poliziotti al cinema o in televisione, ma l’ispettore Coliandro è un caso a parte. Onesto e sventato, pasticcione, pieno di pregiudizi ma pronto a rinunciarci, testardo, involontariamente ironico e allo stesso tempo ostinato, deciso a battersi per un innato senso della giustizia e della legalità, sicuramente incorruttibile, “sbirro” nell’anima… Insomma, un poliziotto che rappresenta il contrario di tutti gli eroi polizieschi televisivi e forse proprio per questo, e malgrado i suoi evidenti (ed umani) difetti, impossibile da non amare.

Coliandro si muove in un mondo del crimine che è una sorta di sintesi spettacolare tra la realtà e la fantasia del cinema action. L’ambientazione bolognese è diventata nel tempo essa stessa una caratteristica del personaggio, tanto che nell’ultima edizione della Guida Touring di Bologna si afferma che Coliandro è talmente rappresentativo della città da superare addirittura la maschera tipica del Dottor Balanzone.

Coliandro, non particolarmente stimato dai suoi superiori, normalmente relegato a mansioni d’ufficio, nelle storie poliziesche di cui è protagonista ci si infila un po’ per forza un po’ per sbaglio. E si ritrova sempre in storie più grandi di lui, nelle quali – inevitabilmente – incontra una donna di cui si innamora per essere alla fine – altrettanto inevitabilmente – lasciato.

Questo è l’Ispettore Coliandro, una serie poliziesca con marcatissimi toni da commedia, che gioca mischiando il mondo realistico della realtà criminale e investigativa dell’Italia di oggi con la fantasia del cinema d’evasione.

“Quanto ha capito di tutta questa storia, Ispettore?”

“Quasi niente… ma sono rimasto a prendere cazzotti finché non si è risolto tutto”.

Il poliziotto è da sempre il personaggio più classico delle serie TV.

Negli anni, la televisione ci ha fatto fare la conoscenza con centinaia di poliziotti, eroici investigatori in difesa della legge.

Ci sono i poliziotti duri, quelli più investigativi, quelli scanzonati o iper sensibili tipo “Il Tenente Colombo” o gli eroi senza macchia interpretati da Raul Bova.

Un caso a parte è l’Ispettore Coliandro.

Onesto e sventato, pasticcione, pieno di pregiudizi ma pronto a rinunciarci, testardo, involontariamente ironico e allo stesso tempo ostinato, deciso a battersi per un innato senso della giustizia e della legalità, sicuramente incorruttibile, poliziotto – di più, sbirro – nell’anima… Insomma, Coliandro.

Coliandro è il contrario di tutti gli eroi polizieschi televisivi.

Difficile dire se sia quasi un paradosso o se semplicemente somiglia molto di più ai poliziotti della realtà che a quelli delle fiction.

Forse proprio per questo, malgrado i suoi evidenti (ed umani) difetti, è impossibile non amarlo.

L’Ispettore Coliandro nasce dalla penna di Carlo Lucarelli, prima come personaggio letterario, apparendo in molti racconti e in due romanzi (“Falange Armata” ed “Il Giorno del Lupo”) e poi, addirittura, protagonista di un fumetto.

Nel 2006 Coliandro diventa una serie TV per la Rai: interpretata da Giampaolo Morelli, scritta da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi e diretta dai Manetti Bros.

E’ subito un successo, un successo inaspettato, su una rete difficile come Rai Due e su una storia così inconsueta.

E così questo poliziotto anomalo, molto uomo e poco eroe, malinconico e inadeguato, diventa protagonista di quattro serie (2006-2010), dove affronta, altra sua caratteristica, i casi più diversi e spettacolari. Quella del 2016 è la quinta stagione. Per la fine del 2017 arriverà la sesta, sempre su Rai Due.

Coliandro si muove in un mondo del crimine che è una sorta di sintesi spettacolare tra la realtà e la fantasia del cinema action.

Le sue avventure sono viste attraverso la lente deformante del suo occhio di poliziotto, sì inadeguato ma appassionatissimo di film e telefilm polizieschi.

E così la criminalità che in questi anni si è diffusa nel nostro tessuto urbano, soprattutto nella città di Bologna, metropoli multietnica, crocevia di “affari” di ogni tipo, assume le facce intriganti e “leggere” del cinema action.

L’ambientazione bolognese, oltre a permettere la credibilità di vari tipi di storie e locations, è diventata essa stessa una caratteristica del personaggio, tanto che nell’ultima edizione della Guida Touring di Bologna si afferma che Coliandro è talmente rappresentativo della città nella fantasia dei lettori da superare addirittura la maschera tipica del Dottor Balanzone.

Il nostro ispettore nelle storie poliziesche ci si infila un po’ per forza un po’ per sbaglio. Non essendo certo il più preparato dei poliziotti, i compiti che gli vengono assegnati “ufficialmente” sono più che altro mansioni di ufficio: addetto alle denunce, supervisore dello spaccio alimentare della Polizia, ufficio passaporti. Ma il caso vuole che Coliandro si ritrovi sempre in storie più grandi di lui.

Questo è l’Ispettore Coliandro, una serie poliziesca con marcati toni di commedia, che gioca mischiando il mondo realistico della realtà criminale e investigativa dell’Italia di oggi con la fantasia del cinema d’evasione. Questo mix crea un cocktail intrigante, spettacolare e, soprattutto, divertentissimo, marchio di fabbrica delle avventure del nostro Ispettore.

Il genere della serie è quindi “la commedia poliziesca”, che non si sbilancia mai da nessuna delle due parti, in modo che la natura poliziesca non diventi una “farsa” ma che però non sfoci mai nel morboso o nel “pesante”.

Il personaggio di Coliandro è un solitario, anche un pelo malinconico, ma nel suo lavoro e nella sua travagliata vita sentimentale si affaccia una costellazione di personaggi che in qualche modo sono costruiti apposta per mettere in evidenza i lati del suo carattere.

Prima di tutto l’Ispettore soffre di innamoramento facile, perché sotto la maschera da duro che non si toglie mai si nasconde un cuore tenero. Un po’ come Dylan Dog o, più che altro, una specie di James Bond al contrario, in ogni storia conosce una donna di cui si innamora e che, di volta in volta, lo metterà in crisi non solo sentimentale ma anche ideologica, visto che Coliandro è inevitabilmente attratto da quelle molto diverse da lui.

Così il poliziotto duro (che vorrebbe essere) si innamora di una giovane frequentatrice di centri sociali, oppure la componente di pregiudizio razzista che c’è in Coliandro gli farà fare i conti con la “cotta” per una bellissima donna di colore e così via.

Con due costanti: la prima è che le storie d’amore di Coliandro non finiscono mai bene e il nostro eroe tornerà sempre alla sua natura di solitario, la seconda è l’orgoglio macho di cui Coliandro non riesce a fare mai a meno, facendo sempre fatica ad ammettere di essere innamorato.

“Ispettore, chi è quella, la sua nuova ragazza? Carina!”

“Carina, Gargiù… non esageriamo, scopabile!”.

Coliandro: GIAMPAOLO MORELLI

Gamberini: PAOLO SASSANELLI

Gargiulo: GIUSEPPE SOLERI

Longhi: VERONIKA LOGAN

De Zan: ALESSANDRO ROSSI

Bertaccini: CATERINA SILVA

Buffarini: BENEDETTA CIMATTI

Paffoni: LUISELLA NOTARI

Borromini: MAX BRUNO

Hamid: MUHAMMED TAHIR MAHMOOD

Mamma Gargiulo: ANGELA COTTI

Una coproduzione
RAI FICTION – VELAFILM

Una serie ideata da
CARLO LUCARELLI

Soggetti di
CARLO LUCARELLI, GIAMPIERO RIGOSI, MANETTI BROS.

Sceneggiature di
CARLO LUCARELLI, GIAMPIERO RIGOSI,
PAOLO BARAVELLI, GIANCARLO DONATINI, SOFIA ASSIRELLI, MICHELANGELO LA NEVE

Casting TERESA RAZZAUTI
Aiuto regia LAURA CONTARINO e GIULIA FORGIONE
Segretaria di edizione MARTA FLORIAN
Stunt coordinator ALESSANDRO BORGESE
Suono LAVINIA BURCHERI
Costumi GINEVRA DE CAROLIS
Scenografia NOEMI MARCHICA
Fotografia FRANCESCA AMITRANO
Montaggio FEDERICO MARIA MANESCHI

Musiche PIVIO e ALDO DE SCALZI

Responsabile Post-produzione MICHELA FORNACI
Direttori di produzione ISABELLA ALDROVANDI e DANIELE SPINOZZI
Organizzatore generale STEFANIA BALDUINI

Produttore Rai DORIANA CAPUTI

Produttore associato MAURIZIO TINI

Prodotto da TOMMASO DAZZI per Velafilm Srl

Regia MANETTI BROS.

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