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Ritorna Coliandro, il poliziotto più pasticcione, testardo, opportunista, generoso, inconsapevolmente comico e ostinatamente incorruttibile tra tutti gli eroi televisivi.

Lo vediamo alle prese con criminali e cattivi di ogni sorta in sei nuove avventure.

Nonostante i suoi tanti, evidenti (ed umani) difetti, è impossibile non amarlo.

Coliandro non è particolarmente stimato dai suoi superiori, è normalmente relegato a mansioni d’ufficio e nelle storie di cui è protagonista ci si infila un po’ per forza e un po’ per sbaglio. Per questo si ritrova sempre in vicende più grandi di lui, nelle quali inevitabilmente incontra una donna di cui si innamora e dalla quale viene, altrettanto inevitabilmente, lasciato.

Questo è l’Ispettore Coliandro, una serie poliziesca con marcati toni da commedia, che gioca mescolando in modo spettacolare il mondo realistico delle bande e delle organizzazioni criminali dell’Italia di oggi con l’immortale immaginario del cinema action.

 

Siamo felici.

Se fosse soltanto per il divertimento con cui io e Giampiero Rigosi scriviamo le sceneggiature di Coliandro, praticamente recitando dal vivo ogni scena, già ci basterebbe anche se non ci guardasse nessuno.

Se poi aggiungiamo la creatività con cui viene realizzato e reinventato sul campo da Giampaolo Morelli e gli altri della banda, dai Manetti Bros. e dal gruppo di lavoro che li circonda, già ancora ci basterebbe, anche se ci guardasse una percentuale da prefisso telefonico.

Se poi, invece, ci aggiungiamo che ci guardano in tanti, ma proprio tanti, e non ci guardano e basta, ma ci seguono, ci apprezzano, ci vivono con una dedizione che non è più neanche da fans, ma da ultras (con manifestazioni che vanno dalle foto della “coliandromania” che sulla pagina Facebook mostrano persone di ogni tipo, anche le più improbabili, vestite e in posa da Coliandro; con scritte sui muri, come quella che in un quartiere un po’ così, assieme a graffiti un po’ così, recita “rispettiamo solo Coliandro!”; con bambini che sulla torta di compleanno non vogliono Spiderman ma il Nostro con giubbotto e occhiali), ecco allora siamo proprio felici.

Sarà per la contraddittoria, complessa e critica simpatia del personaggio, che porta a momenti di commosso affetto come la lettera indirizzata a lui (non a Morelli o a noi, ma proprio a lui, Coliandro) dal sindacato di polizia; sarà per i reali problemi che le nostre storie, anche col sorriso e col thriller, raccontano, e che di volta in volta vengono purtroppo confermate dalla realtà con processi come quello “Aemilia”; sarà per le continue scorrettezze che ci siamo concessi, tra i primi e in tempi non sospetti, rispetto ad un certo stile ingessato che ancora oggi contraddistingue alcune nostre fiction; sarà per il racconto di una città magica come Bologna che in un sondaggio ne indica Coliandro come il personaggio più noto, prima ancora del dottor Balanzone; ecco, per tutto questo, ripeto, noi siamo proprio felici.

 

 

Coliandro: GIAMPAOLO MORELLI

Gamberini: PAOLO SASSANELLI

Gargiulo: GIUSEPPE SOLERI

Longhi: VERONIKA LOGAN

De Zan: ALESSANDRO ROSSI

Bertaccini: CATERINA SILVA

Buffarini: BENEDETTA CIMATTI

Paffoni: LUISELLA NOTARI

Borromini: MAX BRUNO

Vigile: PATRIZIO ROVERSI

Vigilessa: SYUSY BLANDY

Hamid: MUHAMMED TAHIR MAHMOOD

Mamma Gargiulo: ANGELA COTTI

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